L’importanza di verificare l’attendibilità delle fonti

In questi anni di esplosione del “micro giornalismo fai-da-te”, ovvero della diffusa possibilità di condividere attraverso i social network qualsiasi genere di notizia, è diventato davvero frequente imbattersi in quelle che comunemente vengono definite “bufale”: affermazioni false o inverosimili. Fino a qualche tempo fa, quando la notizia proveniva da fonte giornalistica e si diffondeva poi di voce in voce, attraverso narrazioni che avevano come scopo l’indurre stupore e meraviglia, oltre ad ingigantire l’ego del narratore, i fatti venivano storpiati, in eccesso o in difetto, cambiavano i personaggi e le situazioni; alla fine di questi processi di trasformazione accidentale dell’informazione tutto diventava, per lo meno, poco credibile.

Ora ci troviamo in un’epoca in cui, grazie ai mezzi tecnologici a disposizione di molti, le notizie si spargono (almeno alcune) molto in fretta; vigono e regnano incontrastati l’allarmismo, la paura e la percezione di bisogno di maggior sicurezza, uniti ad una subdola tendenza alla ricerca dietrologica dei fatti. In questo ambiente trovano terreno fertile i complottisti di ogni genere, gli amanti della goliardia e chi, in maniera sempre più crescente, ci specula per canalizzare click e lettori su pagine cariche fino all’inverosimile di annunci pubblicitari e di trucchetti di comunicazione e marketing di infimo livello, quando non si tratta di phishing o di “malware” vero e proprio.

Moltissimi titoli ed immagini d’effetto nascondono, quando va bene, solo estratti di discorsi sradicati dal proprio contesto originale e utilizzati per portare visibilità a pagine create apposta per creare consenso facile e guadagno veloce (attraverso banner e annunci pubblicitari), oppure dare consenso a politici o influencer che vivono della considerazione degli altri e non guardano in faccia a nessuno pur di procurarsela creando o manipolando contenuti “virali“.

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“Cliccare “Mi piace” su di un titolo di un post su Facebook senza neanche leggere fino in fondo di cosa tratta che male potrà mai fare?” “Perché mai devo perdere il mio prezioso tempo per approfondire, cercare di capire, ricostruire il contesto in cui magari era inserito e, soprattutto, verificare la veridicità della notizia e l’attendibilità delle fonti?”
Domande come queste non ve le potete permettere. Al di là della figuraccia con i propri “amici” sul social network, rischiate di alimentare quelle “cattive pratiche” che possono andare dalla costruzione di “catene di S. Antonio” dedicate al raccoglimento di firme, soldi o consenso (o indignazione, insofferenza, intolleranza verso qualcuno o qualcosa), fino a rischiare una denuncia per diffamazione.

Per cui, un semplice invito: ogniqualvolta una notizia diffusa attraverso i social network colpisce la vostra attenzione, prima di “piacizzarla” in automatico prendetevi qualche minuto per leggere tutto fino in fondo e per verificare se la fonte a cui si fa riferimento nell’articolo esiste ed è attendibile. Si potrebbe scoprire che la dottoressa Lucca Ashtear residente a Truce (vicino Bologna), protagonista della bufala della mensa vegana obbligatoria entro il 2018, sia in realtà un personaggio di un videogioco, o che le parole attribuite al primo ministro australiano nel post “AUSTRALIA DA’ LEZIONE DI CIVILTA’ A TUTTO L’OCCIDENTE!!” siano state prese da un articolo scritto da un veterano dell’aviazione americana in un giornale locale americano (Bartow Trader) successivamente agli attentati dell’11 settembre 2001. O altro ancora.
Di seguito, se avete la pazienza di seguitare la lettura, troverete qualche utile strumento e qualche sito di riferimento, da utilizzare prima di condividere “di pancia” post e immagini sensazionali, prima, non dopo!

Siti dedicati a scoprire e rendere note le cosiddette “bufale”

no bufalehttp://attivissimo.blogspot.it/
Uno dei siti storici dedicati a questo, a volte anche divertente, compito, è sicuramente quello di Paolo Attivissimo – giornalista e consulente informatico, traduttore tecnico, divulgatore scientifico, cacciatore di bufale nonché studioso della disinformazione nei media – in cui è presente una vera e propria “Bufalopedia” (http://bufalopedia.blogspot.it/)

http://www.bufale.net/
Sito che affronta anche diverse variazioni e deformazioni strumentali delle “bufale”, come l’allarmismo, le truffe, il complottismo e la disinformazione in genere. Da consultare sempre prima di ogni post sospetto.

http://www.butac.it/
Bufale un tanto al chilo è un blog nato su Facebook e trasformatosi in sito per poter rendere disponibile agli utenti un motore di ricerca sugli argomenti già trattati. È dedicato alla lotta contro: bufale, disinformazione, allarmismi gratuiti e frodi online.

 

Metodi per il controllo della copia o del plagio dei testi

Http://www.copygator.com
Si tratta di un servizio gratuito progettato per monitorare il feed RSS del proprio sito web e trovare dove il tuo contenuto è stato ripubblicato nella blogosfera. Quando un vostro post viene copiato in un altro feed riceverete un avviso inviato automaticamente; inoltre viene creata una pagina di riepilogo dove è possibile vedere come / quando / dove viene duplicato il contenuto, citato o plagiato.

Http://www.copyscape.com
Copyscape offre un controllo gratuito on-line anti plagio delle pagine web, così come due più potenti soluzioni professionali per prevenire il furto di contenuti e la frode dei contenuti:

Copyscape Premium fornisce un rilevamento di plagio più potente del servizio gratuito, oltre a una serie di altre funzioni, tra cui controlli dell’originalità dei testi attraverso il copia-incolla, ricerca in grosse quantità, indice privato, monitoraggio di situazioni indicate e una API.

Http://www.duplicheck.com
Completamente gratuito, permette di controllare dove il testo è eventualmente riportato semplicemente copiandolo ed incollandolo in un’apposita finestra e cliccando su “Search”,  oppure caricando il file che contiene il vostro saggio, la tesi, articolo o altro. Si ottiene il report di analisi in pochi secondi. Ogni frase è sezionata, e vengono visualizzati tutti i siti web di origine da cui il contenuto è stato copiato.

Http://plagiarisma.net/it
Plagiarisma è un correttore di saggi ed è considerato come un importante strumento per studenti, insegnanti, studiosi e scrittori professionisti. Funziona su Windows, Android, BlackBerry e Web. Rileva la violazione del copyright in saggi, ricerche, dispense o dissertazioni. Supporta Google, Yahoo, Babylon, Google Scholar e Google Libri.

 

Metodi per il controllo delle immagini

Il metodo più semplice ed immediato è usare la ricerca di immagini offerta da Google; è possibile caricare l’immagine dal proprio pc oppure fornire l’indirizzo (link) dell’immagine sul web.

Aprendo invece i file delle immagini con un editor di testo è possibile vedere se nelle prime righe ci sono tracce di uso di Photoshop o altri programmi di editing di immagini.

Per quanto riguarda Facebook, ogni immagine è contraddistinta da un numero, inserendo questo numero nel link seguente: https://www.facebook.com/shares/view?id=numero
e copia-incollando il link nella barra degli indirizzi del proprio browser è possibile verificare tutte le condivisioni che ha ricevuto questa immagine.
Https://fotoautentica.wordpress.com/tag/scoprire-un-fotomontaggio
Il test di autenticità proposto in questo blog consiste in una lista di accertamenti da compiere su una fotografia sospetta.  E’ diviso in due parti:  la prima fase  mira a rintracciare la maggior quantità possibile di informazioni sulla storia della fotografia in esame, allo scopo di far emergere eventuali contraddizioni con quello che appare o viene raccontato ufficialmente sull’identità dei soggetti, data, luogo, autore, modalità di scatto, ecc.;  mentre la seconda fase consiste nell’osservazione diretta dei particolari dell’immagine fotografica e nella ricerca di eventuali anomalie, ad esempio nella proiezione delle ombre, nelle proporzioni di un oggetto, nella presenza di uno  scontornamento impreciso, ecc.
Http://fotoforensics.com
FotoForensics fornisce a ricercatori in erba e investigatori professionisti la possibilità di accedere a strumenti all’avanguardia per l’analisi forense di foto digitali.
Progettato e organizzato per analizzare rapidamente le immagini, con un po’ di esperienza, si dovrebbe essere in grado di valutare un’immagine in pochi minuti.
Tenete a mente che analizzare le immagini è un compito complesso. Non esiste una soluzione di un unico pulsante che vi dirà se l’immagine è reale o modificata digitalmente. FotoForensics mira a semplificare il processo di valutazione, funziona come un microscopio mettendo in evidenza i dettagli che l’occhio umano non può essere in grado di identificare.
Sono disponibili tutorial online per l’apprendimento, sfide per testare la vostra conoscenza, e altre risorse per aiutare a migliorare la propria capacità di analisi.